Caffè dell’Amicizia di Elvis Saturni

Arrivano anche da Londra, per un caffè veloce e quattro chiacchiere, i nostri protagonisti del Caffè dell’Amicizia! Oggi ci parla di sé Elvis Saturni, socio del Gruppo H, diplomato nel settore di accoglienza turistica nel 2015, alla Scuola di Stresa. La storia di Elvis comincia sulle sponde del lago di Varese...

Qual è la tua attuale occupazione?

Da Aprile 2019 ad oggi ricopro il ruolo di Night Manager presso il “Pullman London St. Pancras”, un hotel di 312 stanze situato a King’s Cross in centro a Londra.

Cos’hai fatto una volta finita la scuola?

Finiti gli studi ho iniziato sin da subito a cercare lavoro in hotel, cominciando come Receptionist notturno all’hotel “Al Borducan” e successivamente come receptionist allo “Yes Hotel”, entrambi a Varese.
Dopo un anno di esperienza in quest’ultimo, nel 2016 sono stato assunto con la qualifica di receptionist per l’apertura di “Ibis Styles Varese”, dove ho iniziato davvero a capire come funzionasse una struttura facente parte di una catena alberghiera come Accor.

Nel 2018 ho deciso di trasferirmi a Londra per una nuova esperienza, iniziando come Night Welcomer (receptionist notturno) presso il “Pullman London St. Pancras”. Dopo solo sei mesi, grazie alle mie esperienze lavorative precedenti e dopo aver impressionato il Management team, ho ricevuto una promozione come Night Manager, posizione che ricopro tutt’ora.

Cosa ti ha spinto ad iscriverti alla nostra “Scuola di Stresa”?

Sin da piccolo, avendo viaggiato molto, ho iniziato ad appassionarmi al mondo dell’hotellerie e già dalla seconda media ho deciso che avrei fatto la scuola alberghiera.
Essendo di Varese avrei potuto scegliere scuole più vicine, ma ho deciso di iscrivermi alla “Scuola di Stresa” per la sua fama e per l’ottima prima impressione ricevuta durante la mia prima visita alla scuola.

Per la prima volta, infatti, ho visto una scuola con l’idea dell’hotel racchiusa in sé; mi è bastato entrare e vedere gli alunni alla reception per decidere che questa sarebbe stata la mia scuola.
D’altronde la prima impressione è fondamentale!

Hai un sogno?

Il mio sogno è quello di aprire un giorno il mio primo albergo, per poi aprirne altri, creando così una mia piccola catena alberghiera.

Cosa vorresti fare “da grande”?

Fare nuove esperienze lavorative, ricoprendo ruoli diversi e progredire nelle posizioni di management, per accrescere le mie competenze, acquisire quelle che mi mancano e realizzare poi il mio sogno.

Secondo te come ripartirà il turismo dopo il periodo covid?

Il turismo ha ovviamente accusato il duro colpo inferto dal fattore Covid in tutto il mondo.
Quello che ho vissuto qui a Londra nell’ultimo anno è stato un vero disastro.
L’hotel dove lavoro ha chiuso da Marzo a Settembre 2020 e, da Dicembre, come in tutto il Regno Unito, può accogliere solo ospiti che viaggiano per “essential travel”.
Da qualche settimana abbiamo iniziato a ricevere un buon numero di prenotazioni per il periodo Luglio-Agosto 2021, quindi prendiamo questo come un segnale positivo di ripartenza.
Molto probabilmente non si arriverà a riempire gli hotel nel breve periodo, ci vorrà del tempo, ma il fatto che il numero di prenotazioni salga ci fa ben sperare.

Tu come turista cosa ricercherai nelle strutture ricettive dalla prossima estate in avanti?

Come ho sempre fatto in ogni occasione e in qualsiasi tipo di struttura ricettiva sia stato, cerco la pulizia, che è un fattore imprescindibile per la soddisfazione dell’ospite durante il suo soggiorno. Che sia di una notte in un B&B, in campeggio o una settimana in un hotel prestigioso, la pulizia non deve mai mancare.

Qual è la tua idea riguardo alla digitalizzazione in albergo?

La digitalizzazione in hotel è un fattore fondamentale, che aiuta nella maggior parte delle operazioni. Non deve però sostituire la relazione del personale con il cliente, altrimenti si perde uno dei fattori principali: il contatto umano e il piacere che ne deriva. Ci sono molti alberghi con un’idea di “Fast check-in”, “Express check-in” o “Fast check-out”: ormai il cliente fa il check-in in tutta autonomia con l’utilizzo del tablet. Tutto dipende da come è classificato l’albergo e da che tipologia di clientela ha. La digitalizzazione serve per rendere più efficienti e rapidi i servizi, renderli un’esperienza unica, ma non deve e non può sostituire la relazione umana.

Quando sei in vacanza per te è importante che ci siano delle interazioni con il personale dell’albergo o preferisci organizzarti tutto da solo ed essere lasciato tranquillo?

Quando sono in vacanza solitamente mi organizzo da solo. Certo è che reputo molto importanti le relazioni tra il personale e il cliente che, a mio avviso, sono la base dell’hospitality. Nella maggior parte dei casi preferisco essere lasciato tranquillo, ma ovviamente quando il personale dà ulteriori attenzioni in caso di richieste o di informazioni, è un punto in più nello score finale della customer satisfaction.

Hai un aneddoto simpatico che vorresti condividere con noi? Qualcosa che ti è successo in servizio “troppo incredibile per essere vero”?

Nell’hotel dove lavoro, per una questione di sicurezza, chiudiamo le porte di ingresso durante la notte; quindi l’accesso all’hotel nelle ore notturne è consentito solo agli ospiti e i visitatori possono accedere alle stanze solo in caso non si superino i 2 adulti per stanza. Una notte una coppia di clienti entra in hotel con un loro amico e la Security approccia gli ospiti spiegando la policy dell’hotel riguardante i visitatori.

Essendo questi ragazzi abbastanza brilli (situazione molto frequente a Londra nelle ore notturne), uno di loro decise di scappare all’interno dell’hotel e di nascondersi per poi raggiungere la coppia di amici in camera.
Una volta arrivati fuori dalla stanza, l’addetto alla sicurezza ed io, sentiamo la voce di 3 persone, perciò decidiamo di bussare alla porta e di controllare che nessun ospite esterno fosse in camera. Dopo qualche minuto e dopo aver bussato alla porta altre volte, gli ospiti decidono di aprire e ci lasciano controllare la stanza. Le voci che sentivamo da fuori erano quelle di tre persone e in camera ce n’erano soltanto due: il loro amico si era nascosto molto bene! Dopo pochi minuti di controllo vediamo una valigia muoversi... vi lascio indovinare chi ci fosse dentro.

Ancora oggi non ci possiamo credere!!

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