Caffè dell’Amicizia di Claudio Recchia

Al Caffè dell’Amicizia, ci viene a trovare Claudio Recchia, “allievo di ieri” della nostra Scuola Alberghiera, socio Hospes e Cancelliere dell’Ordine dei Grandi Maestri della ristorazione nell’Associazione dei Maitres Italiani di Ristoranti e Alberghi (A.M.I.R.A). Ecco cosa ci racconta di sè.

“Sono stato studente nel biennio1975/1977 e oggi occupo la posizione di Responsabile della ristorazione dell’hotel Relais & Chateaux Villa Principe Leopoldo di Lugano. Ancora oggi quando penso alla Scuola di Stresa ritrovo ricordi indelebili e provo dell’emozioni fortissime. Nei miei quarantasette anni di carriera non dimentico da dove sono partito e quanto sia stata per me personalmente fondamentale e formativa la scuola. Ho lavorato in diversi alberghi di prestigio in Italia, Francia, Inghilterra, Germania e Svizzera dove ho potuto mettere a frutto tutti gli insegnamenti ricevuti negli anni scolastici. La fortuna di aver potuto acquisire culture e lingue di diversi paesi e la loro enogastronomia ed enologia mi hanno arricchito non solo come professionista, ma anche come uomo. In seno all’associazione A.M.I.R.A. ricopro la carica di Cancelliere dell’ordine dei Grandi Maestri, una responsabilità di grande prestigio a livello Nazionale e Internazionale. Nel corso della mia carriera ho partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali, cercando di portare lustro alla Ristorazione Italiana (nel 1995 ha anche partecipato e vinto alla popolare trasmissione “Numeri Uno” condotta da Pippo Baudo – N.d.S). Oggi sono un convinto fautore di voi, nuova generazione con la quale già nel mio ambito lavorativo mi confronto quotidianamente."

Tre consigli che daresti agli studenti e alle studentesse che hanno deciso di intraprendere il cammino per diventare Responsabile di sala ristorante:

- Il primo consiglio che mi sento di dare gli allievi che frequentano la Scuola di Stresa è di apprendere tutto quello che i loro docenti con tanta professionalità e passione cercano quotidianamente di insegnargli. Tutto quello che butteranno nella loro personale “valigia” è importante e, con il passare degli anni, capiranno quanto sia stato utile frequentare un istituto alberghiero cosi blasonato;

- Il secondo consiglio, finita la scuola, cercare di fare più esperienze possibili all’estero, grazie alle quali, oltre ad avere l’opportunità d’imparare le lingue straniere, sarete in grado di crescere professionalmente e culturalmente;

- Il terzo consiglio è quello di mettere passione e ambizione nel lavoro che voi sceglierete di fare. Scegliere di restare nell’ hȏtellerie comporta sacrifici enormi, tuttavia ricompensati da altrettante soddisfazioni.

Ti ricordi un aneddoto legato a quando frequentavi la scuola?

Correva l’anno 1976, ed ero convinto che sarei partito per la stagione al Grande Hotel Lido di Venezia insieme ad alcuni miei compagni; un pomeriggio, agli inizi di maggio sono stato convocato in presidenza dall’allora Direttore Albano Mainardi, il quale, con poche parole concise, mi ha comunicato la mia nuova destinazione per la stagione estiva: il Grand Hotel Royal di Deauville in Normandia. Sono rimasto stupito, senza parole; sono sceso in biblioteca (attuale Sala Mainardi) dal dott. Signora, amareggiato, e mi sono confidato con lui, il quale con un sorriso paterno mi ha detto: - “Ma non sei contento? Guarda che ti sta premiando e dovresti essere contento di questa opportunità.” Dopo qualche tempo ho capito quanto importante sia stato il professor Albano Mainardi nella mia vita, unitamente agli insegnamenti del professor Alberto Gozzi e Franco Filippini.

Ti è mai successo qualcosa di particolare in un servizio?

Un bel giorno d’estate ho ricevuto dal Primo Concierge Scognamillo Massimiliano, del Grand Hotel Villa D’Este di Cernobbio, una riservazione a nome “Jonshon” per un tavolo molto riservato. All’arrivo dell’ospite mi sono accorto subito che tale “Mr. Jonshon” non era altri che il famoso attore Robert De Niro. Naturalmente lo abbiamo accolto con la discrezionalità che ci viene da sempre riconosciuta nella nostra azienda; dopo i primi convenevoli il sig. De Niro mi ha chiesto cortesemente di far visitare le cucine alla propria figliola, in quanto la piccola era appassionata di cucina. Dopo averle fatto visitare la cucina mi sono fatto dare una giacca e un cappello da cuoco, di un nostro apprendista, e li ho fatti indossare alla bambina; vestita così abbiamo portato insieme le prime pietanze richieste da loro al tavolo. Il sig. De Niro è stato entusiasta della sorpresa e mi ha fatto diverse domande, anche private, e alla fine quando si è alzato dal tavolo mi ha chiesto di fare una foto con lui, per ricordarsi quei bellissimi momenti passati alla Villa Principe Leopoldo.

Puoi indicarci un lato positivo ed un lato negativo di come si è evoluta la ristorazione da quando ha iniziato a lavorare ad oggi?

Il lato positivo è che oggi, grazie alla tecnologia, abbiamo la possibilità di avere informazioni anche professionali in tempo reale; inoltre è migliorato anche l’aspetto operativo: tutti cambiamenti positivi.
Il lato negativo è che purtroppo alcune tecniche di ristorazione, anche grazie all’evoluzione della cucina, non vengono più effettuate per via di costi, efficienza e reddittività.

Come cambierà di nuovo la ristorazione?

Sono sicuro che nei prossimi anni ci sarà un cambiamento che ci farà tornare indietro; cioè si ritornerà a ricercare quello che era il classico servizio dei grandi ristoranti. Il fattore umano e imprescindibile e sarà sempre quello che in qualsiasi ristorante del mondo farà la differenza. Un ristorante che si avvale della collaborazione di professionisti del servizio sarà sempre all’avanguardia.

Un aspetto del servizio di sala che per te è intramontabile.

Saper accogliere gli ospiti con un sorriso e saperli emozionare: è un aspetto imprescindibile del nostro lavoro. Regalare emozioni rimane per noi come l’ossigeno che respiriamo.

Se penso alla mia vita professionale, non posso fare a meno di...

... di pensare a quanto io sia stato fortunato a fare un lavoro che adoro. Ecco perché ci tengo a ringraziare soprattutto mia moglie Franca e le mie figlie Elisa e Sabrina, che con il loro fondamentale contributo mi hanno sostenuto nella mia carriera professionale. Inoltre ringrazio la Scuola di Stresa, fondamento d’insegnamento e per ultimo, ma non “ultimo”, mio fratello maggiore Pierangelo Recchia anche lui ex-allievo di Stresa.

Claudio ci saluta, ma lo rivedremo presto perché sarà relatore (insieme a Valerio Beltrami) nel workshop dedicato alle nuove tendenze della ristorazione, ultimo incontro previsto dal progetto Lifelong Learning...non si finisce mai di imparare. Non perdete l’appuntamento che sarà “dal vivo” per chi potrà raggiungerci all’Hotel Ristorante Giardinetto di Pettenasco, posti ancora disponibili!

Grazie al Presidente Hospes Riccardo Fava Camillo e tutti i Consiglieri, per il loro impegno in Hospes e per l’opportunità datami.”

...grazie a te, Claudio! Evviva Hospes!

Claudio Recchia

Lascia un commento





X
X