Al Caffè dell’Amicizia Erika, Aurora e Alisia raccontano…

Qualche giorno fa abbiamo letto sulla stampa locale un articolo scritto dal giornalista Franco Filipetto dedicato alla Signora Anna “Renè” Pozzi, di 96 anni, di cui gli ultimi 62 passati a Nebbiuno, piccola località dell’Alto Vergante, in cui gestisce un bar nella piazza municipale. “Anna Renè”(la chiamano così per via del nome del defunto marito - Renè - per l’appunto) prima del Bar Centrale, però lavorava come ragioniera negli alberghi. La sua famiglia di origine ne ha gestiti diversi lungo il corso degli anni. La storia della “Sciura Anna” ci ha colpito molto, soprattutto perché tre nostre socie Hospes sono strettamente imparentate con lei: Cristina Guazzi, socia senior, sua figlia; Erika Ambesi e Aurora Ambesi, socia senior e socia junior, entrambi figlie di Cristina, nonché nipoti di Anna. Poi c’è la giovanissima Alisia, che non è nostra socia ancora, ma, come Erika e Aurora, ha scelto di frequentare la nostra amata Scuola di Stresa.

Erika ha terminato il suo percorso di studi in accoglienza turistica diversi anni fa; Aurora prenderà il diploma del tecnico-turistico quest’anno, mentre Alisia invece ha cominciato a settembre a frequentare il medesimo indirizzo di Aurora. Abbiamo intervistato le sorelle Ambesi, chiedendo loro di parlarci anche del loro speciale rapporto con la loro nonna Anna.

- Cosa vorreste fare una volta diplomate? Per Erika: cos'hai fatto una volta finita la scuola?

Aurora: - “Per me si parla di pochi mesi oramai. Un anno fa avevo le idee chiare, ma dopo questa pandemia i miei piani sono un po’ cambiati. Vorrei fare l’università, per studiare qualcosa che esca un po’ dal settore turistico e da quello che ho imparato fino adesso, ma prima mi piacerebbe fare un’esperienza lontana da casa.”

Alisia: - “Una volta diplomata mi piacerebbe fare l’università e poi al futuro ci penso dopo, ovviamente spero di lavorare.”

Erika: - “Dopo il diploma, sono partita e ho fatto un mese in Inghilterra. Al mio ritorno sono stata assunta in stage al Grand Hotel et Des Iles Borromées di Stresa. In seguito, sono andata a lavorare sull’isola Pescatori all’Hotel Verbano: è stata la mia prima e vera esperienza lavorativa e ho imparato tantissimo! E’ stato davvero bellissimo! Ho lavorato lì per due anni, poi mi sono tornata sulla “terraferma”, al Regina Palace Hotel, dove sono rimasta per sei anni. Purtroppo quest’anno a causa del COVID tutto si è fermato, quindi sto cerando di reinventarmi.”

- Per Aurora e Alisia: vorreste darci un parere sulla Didattica a Distanza?

Aurora: - “La Didattica a Distanza per quanto mi riguarda è stato un metodo efficace per contrastare il diffondersi del virus. Riesco a seguire le lezioni tranquillamente e riesco a gestire meglio il carico scolastico. Si perde, però, il contatto umano e la capacità di esprimersi bene con le persone. In previsione dell’esame di stato ho paura che chi ha sempre avuto difficoltà nel parlare in pubblico, si troverà molto a disagio.”

Alisia: - “La DAD non mi dispiace, anzi, la trovo anche abbastanza funzionale!”

- Qual è il primo ricordo che avete del bar di vostra nonna?

- “I ricordi sono veramente tanti! Ma in realtà, a rimanere impressa nella nostra mente è un’immagine: quella della nonna, d’estate, ogni volta che si torna a casa, fuori dal bar, le serrande alzate, con il giornale e il suo cappello di paglia. Non veder più il bar nella sua normalità a causa del COVID ci rattrista un po’.”

- E’ stato il suo esempio a far scegliere tutte e tre di frequentare la scuola alberghiera? Se no: cosa vi ha spinto?

- “Erika è stata la prima a scegliere la scuola alberghiera, con il progetto di aiutare la nonna e, un domani, di ristrutturare il locale per ricreare qualcosa di nuovo in suo ricordo. Noi altre sorelle l’abbiamo seguita per poter essere unite nel suo intento. Inoltre, abbiamo scelto la scuola alberghiera perché ce l’abbiamo un po’ nel sangue: addirittura già i nostri tris nonni avevano delle strutture ricettive.”

- Lavorate anche voi nel Bar? Se sì: di che cosa vi occupate? Se no: lavora qualcun altro con lei?

- “Nessuno lavora al bar con la nonna! Lei dice sempre: - “Quando chiederò il vostro aiuto al bar vorrà dire che dovrete preoccuparvi!”. Siamo al suo fianco solo durante le sagre, quando l’afflusso di gente è maggiore.”

- Chi sono i clienti tipici del bar della nonna?

- “La nonna essenzialmente ha clienti anziani che vengono al bar per raccontarle delle loro gioie della vita oppure dei loro dispiaceri; ha sei/sette clienti fissi che vengono tutti i giorni allo stesso orario.
Poi ogni anno, durante l’estate, tornano quei clienti che hanno passato la loro gioventù nel suo bar e hanno piacere di tornarla a trovare quando possono. Alcuni addirittura vengono a farle visita con i nipoti.”

- Qual è il primo ricordo che avete del bar di vostra nonna?

- “I ricordi sono veramente tanti! Ma in realtà, a rimanere impressa nella nostra mente è un’immagine: quella della nonna, d’estate, ogni volta che si torna a casa, fuori dal bar, le serrande alzate, con il giornale e il suo cappello di paglia. Non veder più il bar nella sua normalità a causa del COVID ci rattrista un po’.”

- Conoscete qualche aneddoto divertente che vorreste condividere?

- “La nonna ne racconta uno, che la fa sorridere sempre; il fatto è accaduto nell’agosto del ’76, quando il Milan fece il ritiro pre- campionato a Nebbiuno; tutti i giocatori all’ora dell’aperitivo venivano al bar e il locale si riempiva immancabilmente di giovani ragazze che chiedevano gli autografi.”

- Domanda a tutte e tre: avete un sogno? Se sì quale?

Erika: - “Il mio sogno, che vorrei condividere con le mie sorelle, è quello di aprire una struttura tutta mia, stile vintage, curata nei minimi dettagli, immersa nella natura e sempre a contatto con le persone. Dandomi anche la possibilità di creare eventi.”

Aurora: - “Non ho un vero e proprio sogno. Ho più sogni: il primo in assoluto è quello di poter partire, una volta terminata la scuola, e fare un anno in America, lavorando per imparare l’inglese, ma anche per visitarla; inoltre mi piacerebbe fare la direttrice in un hotel di lusso o aprire un’azienda tutta mia.”

Alisia: - “Un sogno preciso ancora non ce l’ho; mi piacerebbe poter viaggiare e visitare il mondo.

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